venerdì, 24 febbraio 2006

 

[ ...una volta qui era tutta campagna elettorale ]

 

dal l'unità - cronaca di roma 24.02.006

Mancava una mezz’ora alla mezzanotte. Gli animatori del centro sociale «La Torre» di Casal de’ Pazzi erano appena tornati dalla commemorazione di Valerio Verbano. «Qualcuno ci ha telefonato per avvertirci che i fascisti stavano imbrattando il murales di viale Jonio dedicato a Valerio», racconta Giangiacomo, uno dei ragazzi del centro sociale. Viale Jonio dista circa 3 chilometri da via Carlo Giuseppe Bertero, sede del Csa. In macchina, a quell’ora, si raggiunge in dieci minuti. Così alcuni hanno deciso di andare a vedere cosa succedeva. «Appena voltato l’angolo - racconta il ragazzo - ci hanno chiamato da La Torre per avvertirci che una cinquantina di persone, a bordo di una quindicina di automobili, stava assaltando il centro sociale. Siamo rientrati in qualche modo, abbiamo fatto appena in tempo a barricarci nel casale interno alla struttura che sono cominciati subito a piovere sassi e mattoni contro i vetri di alcune finestre». Un raid durato pochi minuti. Gli assalitori si sono dileguati facendo perdere le proprie tracce. Un’auto bruciata, alcuni motorini danneggiati e lo sfregio al murales dedicato a Valerio Verbano. La condanna del gesto è unanime. Il presidente dell’XI Municipio Massimiliano Smeriglio attacca: «Nei giorni scorsi il ministro Alemanno, in conferenza stampa, individuava nei centri sociali, e in particolare nel centro sociale La Strada, i responsabili della violenza nella nostra città, esponendoli quindi alle ritorsioni delle frange fasciste romane. Poteva sembrare soltanto una boutade elettorale del candidato Sindaco per qualcuno invece è stato considerato un appello».

:: t0r3 febbraio 24, 2006 15:08 | Permalink | commenti (11)
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giovedì, 23 febbraio 2006

[ c'è signora e signora ]





Roma, 23 feb. (Ign) - 'Giocattoli' per signora in vendita nelle farmacie comunali della Capitale.


L'iniziativa è il frutto di un accordo tra la 'Durex', nota azienda produttrice di profilattici, e la Farmacap, l'Azienda speciale Farmasociosanitaria Capitolina, e prevede l'esposizione e la vendita di massaggiatori intimi femminili della linea 'Play'. Di effetto lo slogan dei prodotti, sviluppati da un pool di scienziati del settore: ''It's time to change your toys'' (E' ora di cambiare i tuoi giocattoli), stampata su una foto che ritrae alcuni animaletti di pelouche.


La linea, ha sottolineato la Durex, nasce da un sondaggio che l'azienda fa ogni anno via internet sulle abitudini e gli usi sessuali dei giovani, il Global sex Survey. I risultati di questa ricerca, ha spiegato Michele Iar - responsabile della comunicazione in Italia dell'azienda - hanno riscontrato un cambiamento a livello internazionale nello stare insieme e nel rapporto di coppia. Da qualche hanno la Durex è quindi passata dal save sex, il sesso sicuro, al better sex, il vivere la sessualità in maniera più completa e divertente. A fare da apripista è stata la Gran Bretagna che ha iniziato a commercializzare la linea 'Play' nel 2004. Nel giugno dello scorso anno si è pensato di lanciare il prodotto in Italia, e a novembre è stato creato il sito Durex Store, un negozio virtuale dove poter acquistare questo prodotto in maniera del tutto anonima.


Molte donne si dedicano a loro stesse provocandosi piacere nei modi più disparati, si sa che la masturbazione comincia da bambini, quando si esplora il prorpio corpo alla ricerca di zone ( che ancora non si sa ma vengono chiamate ) erogene. tutto questo oltre a provocare una piacevole sensazione di benessere serve anche a distendere i nervi ed evitare che il proprio corpo diventi un semplice involucro di se stessi. certo c'è gente che si rifiuta di considerarsi viva e preferisce pensare di essere un'intellettuale alle prese con una guerra di religione, oriana per piacere dedicati un pò alla sollecitazione della tua clitoride e smettila di rompere i coglioni.
:: t0r3 febbraio 23, 2006 15:25 | Permalink | commenti (6)
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domenica, 19 febbraio 2006

[ blasphemìa ]




come alcuni di voi già sanno fortunatamente negli ultimi mesi vivo senza televisione, ed è inutile sottolineare come ciò mi aiuti ad essere regolare di intestino. l'altra sera  ero per caso in camera dei miei coinquilini e mi sono beccato in pieno lo show di calderoli - nella foto rubata a sergio messina|radiogladio www.radiogladio.it - . è statisticato che certe fortune capitino raramente nella vita, ecco voglio sperare di aver utilizzato il mio bonus.
:: t0r3 febbraio 19, 2006 01:33 | Permalink | commenti (13)
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venerdì, 17 febbraio 2006

 

[ cinnamon rivoluzionarie ]

ieri sera sono stato a vedere il concerto degli

offlaga disco pax

e devo dire che sono stati una bella conferma, vi consiglio di non perderveli se dovessero capitare dalle vostre parti. poi regalano anche queste buonissime ciùwingamm alla cannella (ma non vale) che sono un delirio per le papille gustative...sarei curioso di sapere dove si comprano.

:: t0r3 febbraio 17, 2006 12:34 | Permalink | commenti (7)
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martedì, 14 febbraio 2006

[ Echo nest, il tormentone a domicilio ]




E' l'ultimo ritrovato della scienza e della tecnica, l'hanno progettato i cervelloni del MIT (matera institute of technology), e rischia di stravolgere quelle poche regole del mercato discografico che ancora resistono all'offensiva fatta di mp3, softwear p2p e gemelli diversi.

Io che non sono una mente da mit (sennò col cacchio che perdevo tempo a scrivere su 'sto blog) ho sempre immaginato, nei miei più terribili incubi, che prima o poi qualcuno avrebbe inventato qualcosa del genere, un apparecchio che, con innumerevoli logaritmi di x e y, sommatorie e radici quadrate, avebbe creato la musichetta perfetta a tarlare il tuo cervello, rendendoti schiavo di una melodia e spingendoti convulsamente al primo negozio di dischi per acquistare l'ultimo capolavoro di breatney spears. Come se non ce ne fossero già abbastanza.

A questo punto miei cari lettori sarete curiosi di sapere come funziona questa diavoleria digitaldiscografica. Premettendo che ne so poco anch'io, posso darvi qualche dato fatto di x e y, somatorie e radici quadrate.

Innanzitutto bisogna partire da un concetto, che viene chiamato in gergo “gancio”, ma che in questa sede chiameremo per semplicità “osvaldo”. Bene, quando un musicista si mette a scrivere nel buio della sua cameretta (se è all'inizio) oppure nel buio del suo salone di 200mq (se ha già indovinato qualche osvaldo) l'unico pensiero che ha in mente è quello di indovinare la sequenza di note che aprirà in due il cervelo del povero ascoltatore, grazie a echo nest tutto questo è già pleistocene.

Il nostro programmino non fa altro che “estrapolare la struttura ritmica e timbrica di un determinato brano e, setacciandone ogni input audio sarà in grado di valutare nei minimi dettagli l'evoluzione musicale di un determinato pezzo”...vi vedo basiti. Facciamola più semplice. Hai scritto la tua canzoncina di quattro accordi + inciso + ritornello, ora echo nest sarà in grado di suggerirti modifiche, aggiunte, detrazioni, sostanzialmente di determinare scientificamente un successone, raffrontando questo con milioni di brani da classifica usciti fino a quel momento, presenti in un mastodontico database. Niente male eh!...brrrr...

E' naturale che non esiste una legge che determini un tormentone, altrimenti saremmo tutti delle rockstar e i rolling stones sarebbero già morti da un pezzo senza la pulizia annuale del sangue, però ci sono delle accortezze che ogni buon scrittore di brani da classifica conosce e mette in pratica. La ripetitività e la “scontatezza” melodica sono la base per la riuscita del tormentone, insieme ad un testo di facile acquisizione, ancora meglio se inesistente (aserejè, la canzone del capitano ecc...). Secondo gli psichiatri e i psicologi poi, possono esistere forti correlazioni tra un eventuale tormentone e il livello di nevrosi di una persona, come dire: vuoi fare fuori la tua ragazza? È colpa di YMCA, hai deciso di far saltare in aria la macchina del tuo capo? Prenditela con la MACARENA... e così via. Certo è augurabile che, come tutti i tormentoni che ci hanno tormentato, anche quelli di echo nest lasceranno il tempo che trovano, magari ti ritroverai a cantarlo nel cesso, al semaforo, alla macchinetta del caffè in ufficio...proprio quando passa la tua collega spiona che ha appena riferito al capo il tuo ennesimo ritardo in ufficio e allora....fortuna che c'è echo nest.


 

ps - uàu, ho superato le duemila visite e non me ne ero accorto...grazie a tutti!!

:: t0r3 febbraio 14, 2006 09:13 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 06 febbraio 2006

[ live @ Qube ]





The editors

sembra siano i nuovi paladini della scena albionica, ragazzi cresciuti a pane e postpunk/newwave, che hanno eletto julian cope loro nume tutelare e siedono alla destra degli smiths e alla sinistra dei cure dietro gli echo&the bunnymen,insomma tutto ciò di cui (sembra) i gggiovani d'oggi siano ghiotti.
Il pubblico era comunque piuttosto omogeneo, tantisimi darkettoni con eyeliner e depressione d'ordinanza,qualche residuato della suddetta scena fine 70 primi 80,uno in particolare somigliava a qualcuno (di famoso) ma dopo due giorni passati a pensare a chi, mi sono rotto le palle e d'ora in poi sarà ricordato come l'artista un tempo conosciuto come “quello che assomigliava a qualcuno di famoso visto al concerto degli the editors”.

Poi naturalmente c'erano quelli come me, che si vedono lontano un miglio che siamo lì perchè ci piace la musica...in genere, non apparteniamo a nessuna casta e anche se così
fosse non ci teniamo tanto a dimostrarlo con manifestazioni stilistiche (si,qualcosina,ma niente de che) perdipiù c'abbiamo anche una certa età, che non fa bello andare in giro come quando eravamo pankettoni...o no?

Anche se un certo numero di persone apparentemente più avanti di me con l'età non si arrendono ancora,per loro sarà il regno dei cieli, ne sono sicuro...

ma passiamo al concerto vero e proprio.

La formazione è un classico voce/chitarra + chit. + basso + batteria, il frontman (di cui non conosco assolutamente il nome,così come di tutti gli altri componenti) ha un certo stile anglosassone quindi inguardabile, e una voce molto newnewwave, davvero bella e potente, in alcuni brani suona anche una tastierina,comunque davvero bravo,fa la differenza. Il chitarrista assomigliava vagamente a jhonwayne,naturalmente non il divo del cinema,bensì quello de' noantri, un mio vecchio coinquilino di cui qualcuno che frequenta questo blog dovrebbe ricordarsi ;-)
oltre alla somiglianza con questo raro esempio di homo salentinus, il chitarrista era piuttosto bravo, pulito e sonico, oltre la sopportazione dei miei timpani (che infatti lontanamente fischiano ancora) l'unico neo è che aveva una capigliatura alla brutos/beatles prima maniera(oltretutto se aveste avuto la fortuna di vedere l'ultimo jhonwayne bolognese avreste notato l'affinità con questo musicista anche nella capigliatura) che unita alle dimensioni spropositate del suo capo non rendevano grazia alla sua bravura...peccato. Il bassista era inglese,punto. Espressioni cambiate durante il corso del concerto: 2, bottiglie di birra consumate : svariate, basso suonato: richembeker (ah,quanto l'ho sognato,malediz.),in totale passabile ma niente de che. Il batterista putente, la scelta di usare solo timpani al posto dei classici tom (almeno è quello che mi è sembrato) rendeva il suono di una cupezza spropositata, anche lui molto bravo, pesta duro (come direbbe il poeta).
In finale penso che mi scaricherò il disco i 'sti ragazzi. Fatelo anche voi, o compratelo se vi sono rimasti dei soldi in più dopo aver soddisfatto i vostri bisogni primari, altrimenti potreste rinunciare a qualche grammo di hashish per un pò di buona musica.
Ultima cosa non in ordine di importanza. Ma se assistiamo ad una ondata di postpunk quella del punk non c'è stata o me la sono persa? Insomma l'ultima cosa protopunk che ricordi è stato il grunge, ma cazzo sono passati dodici anni, troppi per essere considerata una fase precedente...onò?

:: t0r3 febbraio 06, 2006 15:09 | Permalink | commenti (8)
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