E' l'ultimo ritrovato della scienza e della tecnica, l'hanno progettato i cervelloni del MIT (matera institute of technology), e rischia di stravolgere quelle poche regole del mercato discografico che ancora resistono all'offensiva fatta di mp3, softwear p2p e gemelli diversi.
Io che non sono una mente da mit (sennò col cacchio che perdevo tempo a scrivere su 'sto blog) ho sempre immaginato, nei miei più terribili incubi, che prima o poi qualcuno avrebbe inventato qualcosa del genere, un apparecchio che, con innumerevoli logaritmi di x e y, sommatorie e radici quadrate, avebbe creato la musichetta perfetta a tarlare il tuo cervello, rendendoti schiavo di una melodia e spingendoti convulsamente al primo negozio di dischi per acquistare l'ultimo capolavoro di breatney spears. Come se non ce ne fossero già abbastanza.
A questo punto miei cari lettori sarete curiosi di sapere come funziona questa diavoleria digitaldiscografica. Premettendo che ne so poco anch'io, posso darvi qualche dato fatto di x e y, somatorie e radici quadrate.
Innanzitutto bisogna partire da un concetto, che viene chiamato in gergo “gancio”, ma che in questa sede chiameremo per semplicità “osvaldo”. Bene, quando un musicista si mette a scrivere nel buio della sua cameretta (se è all'inizio) oppure nel buio del suo salone di 200mq (se ha già indovinato qualche osvaldo) l'unico pensiero che ha in mente è quello di indovinare la sequenza di note che aprirà in due il cervelo del povero ascoltatore, grazie a echo nest tutto questo è già pleistocene.
Il nostro programmino non fa altro che “estrapolare la struttura ritmica e timbrica di un determinato brano e, setacciandone ogni input audio sarà in grado di valutare nei minimi dettagli l'evoluzione musicale di un determinato pezzo”...vi vedo basiti. Facciamola più semplice. Hai scritto la tua canzoncina di quattro accordi + inciso + ritornello, ora echo nest sarà in grado di suggerirti modifiche, aggiunte, detrazioni, sostanzialmente di determinare scientificamente un successone, raffrontando questo con milioni di brani da classifica usciti fino a quel momento, presenti in un mastodontico database. Niente male eh!...brrrr...
E' naturale che non esiste una legge che determini un tormentone, altrimenti saremmo tutti delle rockstar e i rolling stones sarebbero già morti da un pezzo senza la pulizia annuale del sangue, però ci sono delle accortezze che ogni buon scrittore di brani da classifica conosce e mette in pratica. La ripetitività e la “scontatezza” melodica sono la base per la riuscita del tormentone, insieme ad un testo di facile acquisizione, ancora meglio se inesistente (aserejè, la canzone del capitano ecc...). Secondo gli psichiatri e i psicologi poi, possono esistere forti correlazioni tra un eventuale tormentone e il livello di nevrosi di una persona, come dire: vuoi fare fuori la tua ragazza? È colpa di YMCA, hai deciso di far saltare in aria la macchina del tuo capo? Prenditela con la MACARENA... e così via. Certo è augurabile che, come tutti i tormentoni che ci hanno tormentato, anche quelli di echo nest lasceranno il tempo che trovano, magari ti ritroverai a cantarlo nel cesso, al semaforo, alla macchinetta del caffè in ufficio...proprio quando passa la tua collega spiona che ha appena riferito al capo il tuo ennesimo ritardo in ufficio e allora....fortuna che c'è echo nest.
ps - uàu, ho superato le duemila visite e non me ne ero accorto...grazie a tutti!!