[ myspace ]


stavo pensando di aprire una paginetta di mosaicotv su myspace, il sito di social networking che immagino conosciate tutti. mi sono quindi messo a cercare qualche notizia in più a riguardo visto che sapevo dell'acquisto della piattaforma da parte dello squalo murdoch per circa 600 milioni di dolari (!!!). la cosa puzza un pò, cosa ci fa un magnate della finanza, proprietario di testate giornalistiche, televisioni e bambolotti di peluche in tutto il mondo con una community composta soprattutto da adolescenti brufolosi? la risposta è: dati sensibili, gusti musicali, televisivi, modaioli e chi più ne ha più ne metta di 90 milioni di utenti circa. state innorridendo? fate bene.
girando ho trovato un interessante analisi sul fenomeno
Billy Bragg di recente ha ritirato la sua musica dal sito Myspace.com. Nel suo blog l’artista inglese, famoso per le sue battaglie politiche e per la sua musica di matrice folk-punk-rock, si accanisce contro la giovane società di Rupert Murdoch. “Qualcuno con il quale lavoriamo è stato talmente intelligente da leggere la pagina delle condizioni che devi accettare per pubblicare su MySpace; ha trovato che una volta pubblicata la propria musica, essa appartiene a MySpace (aka Rupert Murdoch) e loro possono farci quello che vogliono, in tutto il mondo e senza pagare l’artista”. “Nel momento in cui pubblicate ogni tipo di contenuto, messaggi, testo, file, immagini, foto, video, suoni, profili, lavori di autori o ogni tipo di materiale su o attraverso il servizio, conferite in questo modo a MySpace una licenza non esclusiva, senza royalty, a livello mondiale per utilizzare, copiare, modificare, adattare, tradurre, utilizzare in pubblicità, vendere, riprodurre, trasmettere e distribuire i contenuti attraverso il servizio”
Immediate le reazioni del portavoce di Myspace.com, il quale ha dichiarato: "A causa della confusione causata dall’utilizzo di termini eccessivamente complicati c’è stata un po’ di confusione; adesso stiamo cercando di modificare i termini del contratto e chiarire che MySpace vuole solo permettere all’artista di condividere il proprio lavoro nel miglior modo possibile”
MySpace potrebbe essere un ambiente dove sperimentare nuove forme di pubblicita', magari basate sulle reti di amici, sulla personalizzazione degli annunci o sulla produzione di annunci da parte di alcuni degli stessi utenti. Per reclamizzare un prodotto, invece di sfruttare la costosa celebrita' di un divo, si puo' sfruttare la micro-celebrita' di un utente presso la sua rete di amici, facendogli produrre un messaggio pubblicitario o ricollegando in altro modo a lui il messaggio. Se i social network sono un nuovo mezzo per l'espressione di se' e se sono regolati da un modello nuovo, dal punto di vista di chi fa i soldi con la pubblicita' e' importante individuare questo nuovo modello e applicarlo alla pubblicita': dare agli inserzionisti la possibilita' di interagire con gli utenti puo' significare la costituzione di un rapporto e quindi di una mutua fiducia tra gli inserzionisti, MySpace e gli utenti.
se volete leggere tutto il documento andate qui http://diy.mianonna.it/index.php/Uscire_da_MySpace#I_nostri_interrogativi
girando ho trovato un interessante analisi sul fenomeno
Billy Bragg di recente ha ritirato la sua musica dal sito Myspace.com. Nel suo blog l’artista inglese, famoso per le sue battaglie politiche e per la sua musica di matrice folk-punk-rock, si accanisce contro la giovane società di Rupert Murdoch. “Qualcuno con il quale lavoriamo è stato talmente intelligente da leggere la pagina delle condizioni che devi accettare per pubblicare su MySpace; ha trovato che una volta pubblicata la propria musica, essa appartiene a MySpace (aka Rupert Murdoch) e loro possono farci quello che vogliono, in tutto il mondo e senza pagare l’artista”. “Nel momento in cui pubblicate ogni tipo di contenuto, messaggi, testo, file, immagini, foto, video, suoni, profili, lavori di autori o ogni tipo di materiale su o attraverso il servizio, conferite in questo modo a MySpace una licenza non esclusiva, senza royalty, a livello mondiale per utilizzare, copiare, modificare, adattare, tradurre, utilizzare in pubblicità, vendere, riprodurre, trasmettere e distribuire i contenuti attraverso il servizio”
Immediate le reazioni del portavoce di Myspace.com, il quale ha dichiarato: "A causa della confusione causata dall’utilizzo di termini eccessivamente complicati c’è stata un po’ di confusione; adesso stiamo cercando di modificare i termini del contratto e chiarire che MySpace vuole solo permettere all’artista di condividere il proprio lavoro nel miglior modo possibile”
MySpace potrebbe essere un ambiente dove sperimentare nuove forme di pubblicita', magari basate sulle reti di amici, sulla personalizzazione degli annunci o sulla produzione di annunci da parte di alcuni degli stessi utenti. Per reclamizzare un prodotto, invece di sfruttare la costosa celebrita' di un divo, si puo' sfruttare la micro-celebrita' di un utente presso la sua rete di amici, facendogli produrre un messaggio pubblicitario o ricollegando in altro modo a lui il messaggio. Se i social network sono un nuovo mezzo per l'espressione di se' e se sono regolati da un modello nuovo, dal punto di vista di chi fa i soldi con la pubblicita' e' importante individuare questo nuovo modello e applicarlo alla pubblicita': dare agli inserzionisti la possibilita' di interagire con gli utenti puo' significare la costituzione di un rapporto e quindi di una mutua fiducia tra gli inserzionisti, MySpace e gli utenti.
se volete leggere tutto il documento andate qui http://diy.mianonna.it/index.php/Uscire_da_MySpace#I_nostri_interrogativi










