sabato, 17 febbraio 2007
[ tutto il potere all'uovo sodo ]



2puntozero#8_(1di2)_

puntata speciale: 1977, l'anno in cui si tentò l'assalto al cielo.

special guest rododentro

:: PLAYLIST ::

1- skiantos - eptadone
2- devo - uncontrollable urge
3- area - gioia e rivoluzione
4- clash - london burning
5- david bowie - heroes

:: AGGIORNAMENTO ::


online la seconda parte della puntata #8

:: PLAYLIST ::

1- ramones, sheena is a punk rocker
2- radio alice, dopo il 12 marzo
3- radio alice, telefonate degli spettatori
4- sex pistols, pretty vacant
5- television, Friction

:: t0r3 febbraio 17, 2007 19:35 | Permalink | commenti (20)
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venerdì, 16 febbraio 2007

[ Il Corriere e la solita guerra ai movimenti ]

 

 

Ci sono guerre combattute con le parole, battaglie efferate che si giocano sulle pagine dei giornali. Una violenza, quella del sistema mediatico italiano, implacabile. Implacabile perché non si ferma neanche di fronte ad evidenti contraddizioni. Colpi bassi e bugie. Come ci insegnava «A/traverso» nel '77, «dire cose false per produrre fatti veri». Nessuno come l'establishment dei media nostrani ha colto così intensamente questa innovazione politica introdotta dai movimenti creativi degli anni '70.
Veniamo ai fatti. Oreste Scalzone rientra in Italia. Il Corriere della Sera dedica due pagine intere a questo episodio e continua a parlarne per giorni. Addirittura per circa una settimana il giornale on-line ospita una lunghissima video-intervista rilasciata da Scalzone. Nessuno, dunque, come il Corriere della sera ha costituito un palcoscenico mediatico per le questioni politiche e i racconti personali dell'ex-leader di PotOp. Nessuno, neanche i siti di movimento. Il mondo sembra capovolgersi.
Accade poi che giovani studenti de La Sapienza di Roma, attivi nei movimenti autonomi che hanno occupato l'università contro la riforma Moratti nell'autunno 2005, decidano, con affetto, di ospitare nella facoltà di lettere Oreste Scalzone. Un saluto per la libertà riconquistata nella stessa facoltà che lo ha visto protagonista del movimento del '68 e non solo. L'occasione, i trent'anni dalla cacciata di Lama. Il tema, per nulla banale, è quello del rapporto tra nuovi soggetti sociali (precari, giovani disoccupati, lavoro immateriale) - che proprio nel '77 hanno fatto irruzione nella scena politica italiana - e la crisi delle forme di rappresentanza politica e sindacale. Un tema sicuramente scomodo per la sinistra ma attuale per chi, proprio nell'università come nel tessuto metropolitano, tenta di organizzare lotte e vertenze di quel mondo del lavoro non rappresentato nè rappresentabile: il precariato. Verificare l'attualità di una vicenda storica significa appunto, in modo spregiudicato, mettere a tema alcune cose, fare un bilancio di limiti e virtù. Nessuna gabbia della memoria, nessuna tifoseria acritica che tiene il broncio al presente. Tutto normale dunque in una città che si distingue per la quantità di momenti pubblici, in molti casi istituzionali, dedicati alla rilettura del '77.
Non è così per il Corriere che, dopo aver fatto quanto descritto all'inizio, cambia repentinamente linea di condotta e introduce l'assemblea universitaria del 16 mattina nel grande linciaggio mediatico a scapito dei movimenti legandola alle vicende giudiziarie riguardanti le nuove Br. E punta il dito su Daniele Pifano, protagonista di quegli anni e dunque ospite dell'iniziativa, che proprio dentro l'università La Sapienza lavora da anni.
Clinicamente potremmo parlare di schizofrenia.
Con piglio politico capiamo che si tratta di guerra, la solita. La guerra a chi crede e vive nei movimenti.

Francesco Raparelli - il manifesto

:: t0r3 febbraio 16, 2007 18:30 | Permalink | commenti (13)
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martedì, 13 febbraio 2007
[ ce l'ho fatta ]


il podcazt (parte 1di2) è onlain, non avete idea della faticata, ce l'avrete considerando che oggi è martedì (sono un pò in fissa con i giorni della settimana in questo periodo) e abbiamo registrato giovedì, cmq sia...benvenuti nel fantastico mondo dei bloopers, degli sporchi et impossibili e della nuova musica buona a bella italiana (ma che cazzo dico). ho pochissimo tempo, ascoltatevi l'ennesima esperienza radiofonica della banda 2puntozero, la seconda parte onlain domani. e speriamo bene

e considerato che non siamo progenie della serva (nonostante ne rispettiamo tutti i diritti e l'utilità sociale) ci siamo aperti anche un maispèis, per non farci mancare nulla

:: AGGIORNAMENTO ::

la seconda (ed ultima) parte del podcast di 2puntozero#7 è in onda. a giovedì con lo speciale sul 77

:: t0r3 febbraio 13, 2007 10:38 | Permalink | commenti (21)
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sabato, 10 febbraio 2007

[ un sabato qualunque ]

col cazzo. sono qui a lavorare, come Desmond di lost, per pigiare un pulsante. fortunatamente non in maniera ossessiva e soprattutto non per salvare il mondo da chissà quale catastrofe, ma solo per mandare in onda una noiosissima seduta, anzi come reclamizzato nel sito della fondazione della camera dei deputati, un evento: "essere europei oggi, il percorso di un'identità tra passato e futuro".
ma vaffanculo, voi e le vostre pippe mentali da fancazzisti. ma tant'è oramai sono qui, con le cispe sugli occhi e una mattinata a disposizione per non fare niente e leggermi il giornale.

Alias di questa settimana contiene, com'era prevedibile, alcuni ottimi articoli sul '77 e l'autonomia, analisi linguistiche e editoriali dei famosi fogli ciclostilati e non che fecero grande quella stagione, caratterizzata soprattutto dalla presa di coscienza che la comunicazione stesse diventando grimaldello fondamentale nell'evolversi della società in quella che poi verrà chiamata infosfera.
il 'solito' bifo racconta delle sue incursioni romane nella redazione di ZUT.
lenin ascolta tristan tzara a zurigo, le parole del poeta pazzo e le parole del leader comunista.

la potenza delle parole produce mostri, se non è temperata dall'ironia, dalla coscienza ludica dell'azione. e la coscienza ludica è consapevolezza del fatto che stiamo giocando un gioco, che le parole creano un mondo che si libra nell'aria. compagni guardate, la rivoluzione è possibile.

venne creato una rivista romano/bolognese che uscì per qualche numero e quello preparato per il giorno della grande manifestazione romana titolava: 12 marzo, un bel giorno per cominciare.

[ cit: come in una profezia che si autorealizza, le parole incontrano la realtà. il 12 marzo fu un giorno drammatico, la rabbia centomila persone si scatenò per la strada. la messa in scena della rivoluzione, il gioco di sospensione dei simboli del potere, si era impigliata nel gioco stretto della storia, della politica, dello stato. il potere non era spiritoso, non lo era affatto. il governo delle astensioni, prodotto dalla politica di compromesso storico, santificava l'unione delle due chiese: quella cattolica e quella comunista. nessuna opposizione politica era più ammessa. ma nella società il movimento era incontenibile, senza rappresentanza politica, ma questo moltiplicò la sua creatività e la sua forza esplosiva. ]

rivoluzioni non ce ne sono state, almeno non come le si aspettava, sicuramente si è messo in atto un processo di cambiamento, del quale mi piace pensare noi, utilizzatori e sfruttatori delle tecnologie comunicative di massa, ne siamo parte integrante.

sono le 11.45 di questo sabato qualunque, l'inutile convegno alla fondazione della camera è finito. il pulsante l'ho pigiato, ora devo andare ad avvisare gli altri profughi che il pericolo è finito e la botola in realtà è una base sotteranea abitata da un folle e piena di cibo, bevande e fumetti porno.

:: t0r3 febbraio 10, 2007 10:55 | Permalink | commenti (8)
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giovedì, 08 febbraio 2007
[ cazzo è già giovedì ]



e come ogni giovedì che il signore iddio manda su questa terra alle dieci di sera su radiorana.it va in onda l'oramai scaricatissimo e seguitissimo (soprattutto in podcast, 350 utenti iscritti dopo sole sei puntate,signori questi sono numeri) sciow radiofonico di cultura facetemente seria ed altre amenità.

:: 2puntozero ::
 

questa sera si parlerà di bloopers, cosa sono? troverete un'esauriente spiegazione qui inoltre se tutto va come dovrebbe andare e il computer che gestisce skype funzia, avremmo un collegamento con una new entry nella redazione, ma non vi dico  gnente che se poi non va che figura ci faccio?
a stasera allora!
:: t0r3 febbraio 08, 2007 10:06 | Permalink | commenti (7)
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mercoledì, 07 febbraio 2007
[ from the edge ]



la terra dei cachi, un progetto a largo raggio che comincia con un nuovo blog ma che si evolverà fino a diventare una nuova forma intelligente che prenderà il sopravvento sugli scarafaggi.
un luogo catartico, un luogo di culto, un luogo non luogo, un luogo a lugano.

la terra dei cachi

"Aut.Min.Rich.Ma.Ci.Han.Dett.Ch.Siam.Comunist.Allor.Poi.Parliam.Mal.Di.Lor
"
:: t0r3 febbraio 07, 2007 15:22 | Permalink | commenti (14)
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sabato, 03 febbraio 2007
[ panem et circenses ]



millecinquecento poliziotti a catania per un derby, una partita, di calcio.  uno di loro muore. centinaia i feriti.

dicevo prorpio ieri che se non fosse esistita la gialappa's band non mi sarei neanche mai avvicinato a questo mondo, il calcio non mi piace e non mi è mai piaciuto.
però quando inevitabilmente vieni a contatto con notizie come quella della morte di un poliziotto durante uno scontro sportivo che degenera in guerriglia urbana allora ti fermi a riflettere.

pensi che millecinquecento poliziotti
dovrebbero bastare per affrontare qualche migliaio di ultrà, esagitati, organizzati, forse spalleggiati dalla malavita (sono ipotesi degli inquirenti che faccio mie)
ne ho visti molti di meno fronteggiare altrettante migliaia di manifestanti.

a genova ne sono bastati trecento per fermare il corteo delle tute bianche, ancora meno per uccidere.

mi sono sempre chiesto se una massa organizzata per manifestare un dissenso sia più pericolosa di una massa (di numero sicuramente inferiore) organizzata per manifestare una fede calcistica e un odio verso gli avversari. faccio una domanda, mi dò una risposta

la risposta è ovvia.

il dissenso deve essere fermato con qualsiasi mezzo, anche a costo di sprangare, ferire, assassinare qualcuno; non ci si ferma davanti a niente pur di mantenere fermo lo stato delle cose, anche semplicemente lo stato mentale delle cose, evitare che un qualsiasi germe di  'altro' pensiero possa disperdersi e infettare.
e allora giù con le manganellate e i gas lacrimogeni. con i calci, le botte e gli abusi psicologici.

intendiamoci, non gioisco per questa morte, non concepisco che una persona possa venire uccisa da chicchessia, ma rifletto sul potere che, nonostante tutto, il sistema calcio possiede ed esercita.

e mi fa sempre più schifo.

ps - è online il podcast della trasmissione di ieri. a chi interessasse.


:: t0r3 febbraio 03, 2007 16:45 | Permalink | commenti (21)
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