giovedì, 29 marzo 2007
[ Scènes de la vie de bohème ]

la storia è tratta da un romanzo di Henry Murger che ispirò anche puccini per la sua opera omonima. il film di Kaurismäki regge benissimo i secoli di differenza, trasportando i protagonisti ottocenteschi in una parigi di fine secolo, ma che sembra essere senza età, tanto da apparire retrò quel tanto che basta per poggiarla su un limbo temporale indefinito, romantica senza essere mai patetica. la storia è quella di tre amici artisti, lo scrittore marcel marx, alle prese con un affitto arretrato di mesi, viene sfrattato dal proprietario di casa e finisce per condividere il pranzo a base di trota a due teste con rodolfo, pittore albanese privo di documenti e di una casa dove dormire, marcel allora lo invita a casa sua, dimenticando di non avercela, anzi rendendosene conto quando entrando trova il musicista Schaunard, che intanto aveva affittato l'appartamento, in preda ad una sua composizione rumorosa e sperimentale. grazie a rodolfo che media l'inevitabile screzio i tre diventano amici. abilità del regista è di accostare sentimenti più disparati riuscendo in questa atmosfera dolce amara a rendere efficaci le interpretazioni degli attori, tutte improntate ad un'assoluta sobrietà, e a volte, addirittura ad un'apparente impassibilità, sotto la quale si intuisce la profondità del sentimento. un film che in italia non avrebbe prodotto mai nessuno.

:: t0r3 marzo 29, 2007 19:19 | Permalink | commenti (11)
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sabato, 24 marzo 2007
[ zozzerie #2 ]



una discesa lungo le pieghe di una ragione, prendere in mano uno strumento e picchiare duro pur se nella dolcezza di una melodia che non si nega mai, mai fine a se stessa, mai ammiccante, mai scontata. se l'onda sonora avesse un'albergo allora io soggiornerei nella camera n°237, li dove la sezione ritmica rischia di violentarti nell'intimo, dove il suono del basso costruisce intricate trame sulle quali le pelli della batteria, tese come nervi di uno scrittore alle prese con il suo parto più travagliato, vibrano trasportandoti in un immaginario di sognante inquietudine. le chitarre sibilano suoni, masticati e risputati in faccia, amalgamati da un groove che sa di retrò quel tanto che basta per spiazzarti completamente e tu stai li, into the loop, in un mantra post qualcosa che non sai bene indentificare. indeciso se postpsychoblues o veterorockinsalsagniurchesedatripalcessodelCBGB's, ma poi la musica finisce di colpo, come quasi tutti i brani di questi quattro cosentini e allora vedi e capisci che non sono altro che dei ragazzi con una passione e una determinazione indescrivibile. vi assicuro che non è facile fare musica in calabria. ci sono nato, cresciuto, ci ho suonato e conosco la scena o quella che dovrebbe essere una scena musicale. negli anni si è prodotto poco, sono sempre mancati i locali. meritano a questo punto una lode il mio amico robertEno e tutti i ragazzi del b-side che lavorano, fruttano e organizzano concerti fighissimi, prossimamente presentaz. del nuovo a toy orchestra. ad esclusione della scena punk di fin 80 primi 90 che con i N.I.A. punx ha avuto un bel momento di gloria e una grande band come gli headcrasher (che il dio del trashmetal li abbia in gloria) non ci sono mai stati parti particolarmente interessanti. ho salutato con gioia la nascita dei camera 237 qualche anno fa quando ancora acerbi si presentavano ad un pubblico sbalordito da tanto ingegno,
mi emoziono oggi (giovedi 22/03) ad ascoltarli molto più maturi e consapevoli alla serata sporco impossibile, dove hanno dato prova di essere ad una spanna al di là di tutti gli altri, non una spanna in su, bensi una spanna di un altro pianeta.
starò parlando troppo di musica nell'ultimo periodo, prossimo post su "Vita da bohème" di Aki Kaurismäki, un film bellissimo che ho appena finito di vedere per stimolarmi la produzione di questo post.
:: t0r3 marzo 24, 2007 01:56 | Permalink | commenti (16)
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martedì, 13 marzo 2007
[ at the drive in ]
 
 

 
 
la scena emocore, sinestesia perfetta fra musica, sentimenti e filosofia, rappresenta un movimento nato negli states (eddove sennò) a metà degli anni 80, quando illustri rappresentanti della scena hard core decisero di prendere le distanze dalla 'violenza' delle band che costituivano il tessuto musicale di washinton d.c. i demiurghi di questo cambiamento furono ian mc kaye e guy picciotto, il quali decisero di dare alla loro musica un' espressione più intimista e sperimentale, dando vita a questa nuova scena in cui il personale si fonde definitivamente con il musicale e la sperimentazione si opponeva ad una rigidità un pò imperante. l'origine del termine non è certa, anche se sembra sia stato utilizzato nel 1985 dai membri di una band della scena, i rites of springs, durante un'intervista. da allora moltre altre band vennero influenzate dalla filosofia emo, che divenne non solo genere musicale ma approccio diverso alla vita e a ciò che rappresentava vivere negli states in quegli anni. la scena fu un embrione di ciò che qualche anno dopo venne chiamato movimento di seattle, infatti temi come il pacifismo, l'ambientalismo, la contrarietà all'utilizzo dell'energia atomica, il vegetarianesimo o il veganesimo come risposta ad un consumismo che dopo aver sfruttato gli uomini per il loro lavoro, cominciava a condizionarli anche in ciò di cui si cibavano, furono declinati in musica e divennero temi cari a tutto il movimento
ma torniamo alla scena musicale.
alla fine degli anni 80 dallo scioglimento degli embrace di mc kaye e dei rites of springs nascono i fugazi, band seminale, insieme ai canadesi no means no, che nonostante non siano mai stati definiti ufficilamente emo influenzarono molto la seconda ondata di band che sarebbero nate da li a poco. nel calderone di questa seconda ondata di gruppi emo mi piace ricordare gli husker du (che sono stati fra i miei primi gruppi preferiti di musica seria,anche se mai propriamente definiti emo) e gli at the drive in che rappresentano i veri e propri eredi dei fugazi.
questi ultimi si fanno subito notare già dal loro ep d'esordio, intitolato hell paso del 1994, che li promuove a band di culto per i loro energici live act e la complessità dei brani. all'ep iniziale seguono tre album acrobatic tenement , in/casino/out e relationship of command più altri ep, ma purtroppo per divergenze artistiche il gruppo si scioglie per dare vita ad altre creature, il cantante cedric bixel zavara e il chitarrista omar a. rodriguez-lopez formano i mars volta, una delle più interessanti creature musicali in circolazione...ma questa è un'altra storia.
il brano selezionato è forse il più famoso del combo texano, trattasi di one armed scissor tratto dall'album del 200 relationship of command.

[ da wikipedia ] Come risultato di un continuo cambiamento dell'emo negli anni, una seria scissione è venuta a delinearsi tra i sostenitori di determinati periodi dell'emo. Chi è fortemente legato all'hardcore delle origini rifiuta l'associazione del termine emo con altri stili musicali. Molti sostengono che la natura indipendente dell'emo di fine anni '80, inizio anni '90 sia scomparsa per far posto a gruppi più commerciali. Anche nella cultura popolare appare chiaro come il termine emo sia stato compreso dalla gente differentemente dalle intenzioni iniziali.


:: t0r3 marzo 13, 2007 12:23 | Permalink | commenti (40)
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sabato, 10 marzo 2007
:: t0r3 marzo 10, 2007 04:06 | Permalink | commenti (7)
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venerdì, 02 marzo 2007
l'ultima punatata di 2puntozero e' stata
terribbbile
bellissima
bella ma basta col dj t0r3
brutta per colpa del dj t0r3
bella ma basta col dj hubrys
brutta per colpa del dj hubrys
bella ma non capisco perche' fiorello non torna
interessante ma stavo ascoltando la gialappa's su radio2
bella ma la musica fa schifo
brutta ma la musica almeno e' bellissima
e' stata colpa di dalema
  
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:: t0r3 marzo 02, 2007 21:05 | Permalink | commenti (17)
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venerdì, 02 marzo 2007
[ sblocco psicologico ]


bohff, sto attraversando la fase di crisi da foglio bianco, crisi che storicamente prende gli scrittori, figurarsi uno che non è manco capace di tenere aggiornato un blog. tant'è spero che questa chicca di zorn, che si cimenta in uno dei suoi innumerevoli progetti, serva a farmi riprendere confidenza col mezzo.
in realtà avendo avuto una settimana travagliata non sono riuscito a concretizzare quello che avevo in mente di scrivere, lo farò, non me ne vogliano i ragazzi di sporcoimpossibile. ieri sera puntata strana a 2puntozero, avrete modo di ascoltare il podcast appena avrò modo di prepararlo, ultimamente la postproduzione prende più tempo della produzione, meraviglie di una inaspettata fama e ringraziamenti al sempre più folto seguito che ci insegue. grazie davvero a tutti, sempre. grazie anche al grandissimo the niro che inspiegabilmente apre le date della consoli, quando la consoli dovrebbe sporverargli la chitarra e dirgli anche grazie.
a presto con i podcazt.
:: t0r3 marzo 02, 2007 11:23 | Permalink | commenti (13)
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