lunedì, 23 aprile 2007
[ non puoi odiare le radici senza odiare l'albero ]
 
 

cosa ci fanno due radicali neri che tengono di mira un crooners italiano, vecchia gloria di un modo di fare musica antiquato, e nel caso anche vagamente fascista, anzi dichiaratamente fascista. cosa ci fa una cronista bianca nella new york del '67, quando il preludio al 68 porta già vento di rivoluzione nera, il reverendo king, il black panther party, il moltiplicarsi delle rivolte nere nei quartieri ghetto delle metropoli statunitensi, malcom x, la new thing. New Thing significa soprattutto consapevolezza dell’immenso patrimonio culturale africano da parte dei musicisti neri che la praticarono. Un bene da contrapporre, anche con rabbia, allo skyline dei grattacieli, al monopolio schiacciante della cultura occidentale, alla visione di quei bianchi che non si erano fatti scrupolo di consegnare ai posteri frasi infami come “La razza nera non ha dato alcun contributo positivo alla civiltà”.

Sonia si portava dietro un registratore a bobine di fabbricazione tedesca (“non una Colt, non una Smith & Wesson, non una Luger. Solo un registratore, l’arma della critica”). Andava al Birdland, al Vanguard, scriveva di musica per il Brooklynite e un giorno si mise sulle tracce del «Figlio di Whiteman», uno psicopatico che aveva deciso di uccidere tutti i musicisti neri in nome di una pulizia etnico/musicale, del buon canto e della buona musica.

Jazz against fascism. L’Africa, non gli Stati Uniti d’America. L'Olatunji Center of African Culture ad Harlem, inaugurato il 27 marzo del 1967, pochi mesi prima che John William Coltrane, nato Hamlet, North Carolina, il 23 settembre 1926, lasciasse questo mondo stroncato da un cancro al fegato. Africano. Negro. Nee-grow e nighrah. Nigger. Nigga. Afroamericano. Africano della diaspora. Africano (“È un gran casino, uomo, te l’ho detto”).

 

 

:: t0r3 aprile 23, 2007 11:08 | Permalink | commenti (10)
categoria:
domenica, 15 aprile 2007

[ siamo tornati ]

...e per fare contento feccia (e spero anche molti altri) ecco una nuova puntata dello show radiofonico più lo/fi che ci si possa ricordare. la puntata risale all'otto marzo e per una cosa piuttosto che per un'altra non sono riuscito a editarla prima. buon ascolto e a presto per la seconda parte

:: t0r3 aprile 15, 2007 11:58 | Permalink | commenti (14)
categoria:
giovedì, 05 aprile 2007

[  ...di passaggio ]

ieri sera ho visto l'ultimo episodio della seconda serie di quella soap opera per decerebrati ambientata in un'isola. in seguito ad un disastro aereo un ragazzo che stava andando a prendere servizio in una grande azienda, appena dopo laureato, precipita con il suo capo che continua a  sfruttarlo anche li, facendogli preparare il caffè, stampare fotocopie e inviare fax, LOSTagista insomma. in quest'ultimo episodio si vede che desmond, il protagonista stagista, scopre che, contrariamente a quanto gli ha detto fin'ora il suo capo, può uscire dal bunker e respirare l'aria dell'esterno, senza rimanere stecchito.
oddio che tristezza. immagino le riunioni degli sceneggiatori che, dopo due sole stagioni, sono già alla frutta e riciclano idee vecchie come il cucco, tipo questa che rimanda ad un bel film del 1993 - 2006 = 13 anni, bad boy bubby di Rolf De Heer, regista australiano che con questo film vince anche un gran premio della giuria al festival di venezia e quest'anno se ne esce con un bel film sugli indigeni australiani. l'incipit di bad boy bubby è una feroce critica alla religione e alla famiglia, una famiglia rappresentata dalla madre che tiene segregato in casa il prorpio figlio, bubby appunto, per trentacinque anni. la cognizione del mondo in bubby si ferma in quelle due stanze, non ha dentro di se un senso di esistenza che non sia il rapporto con la madre che lo accudisce, nutrendolo, picchiandolo e utilizzandolo come giocattolo sessuale. fin dalle prime immagini del film si ha un senso claustrofobico imperante, sia per l'ambientazione ossesivamente casalinga, sia per il rapporto madre/figlio plasmato dalla genitrice che fa credere al povero bubby che fuori non c'è l'ossigeno. non puoi uscire fuori senza protezione, senza maschera, altrimenti morirai e tu non vuoi morire vero e così via andando coi topic più famosi ed utilizzati in questi casi, rendendo credibile il tutto con una messinscena a base di maschera antigas che lei utilizza ogni volta che esce di casa. non uscire, altrimenti gesù ti guarda e ti punisce se dovessi muoverti di qui. la vita di bubby scorre lenta ed inesorabile, votata ad un declino psichico fino a quando non si ritrova un gatto a casa, la presenza di un animale, essere del mondo esterno e pergiunta vivo, comincia ad insinuare nella sua mente la possibilità che forse si può sopravvivere al di fuori di quella casa, anche senza maschera antigas. i dubbi rodono la fragile mente di bubby, senza farlo riuscire però ad affrontare il mondo esterno, la paura di morire e della collera di gesù è troppo forte per spingerlo ad uscire, questo fino all'arrivo del padre, che non ha mai conosciuto e che vede entrare a casa sprovvisto di qualsiasi protezione. l'avvento di una persona umana proveniente dall'esterno scatena in bubby la decisione definitiva di sperimentare l'al di fuori delle quattro mura domestiche, vivendo situazioni paradossali e divertenti. senza prima far fuori i due genitori. il mondo visto dagli occhi di bubby è filtrato dal suo essere un bambino cresciuto e dà la possibilità al regista di raccontare una società malata, dissoluta, al limite della rassegnazione, una ribellione contro i padri, la famiglia e la religione, attraverso il sarcasmo, l'ironia e l'iconoclastismo. nella seconda parte del film bubby, dopo aver sperimentato la vita al di fuori, dopo essersi drogato, dopo aver trombato diventa il cantante di un gruppo rock e si dedica all'assistenza dei bambini con problemi psichici.produzione italo (!!!) -australiana il film è rimasto nella mente del regista per quasi un decennio ed è stato girato in maniera del tutto lo-fi (come piace a me), ma con accorgimenti tecnici che lo rendono molto particolare, dal punto di vista del sonoro è stata utilizzata una tecnica sperimentale che permette di avere una qualità audio molto vicina alla relatà, l'attore principale Nick Hope recita infatti con due microfoni fissati dietro le orecchie. questa tecnica permette di ottenere un suono simile a quello dell’orecchio umano e quindi soggettivo rispetto al personaggio ; purtroppo se lo si vede in dvd è quasi impossibile accorgersene, probabilmente chi l’ha visto al cinema ha avuto la fortuna di goderselo. un'altra particolarità è che sono stati utilizzati ben dieci direttori della fotografia perchè il film veniva girato solo nei week-end o quando c'era una troupe disponibile, questo rende ancora più significativa la scoperta di ogni luogo. un film molto bello, storia di un viaggio. Privo di propri principi morali, senza la capacità di giudicare, Bubby entra in un mondo di caos e musica, di degrado e delizie, di gente buona, di gente cattiva, di sesso. Bubby può portare a termine con successo una rapina contando soltanto su un gatto morto, ma finisce in prigione per aver parlato con qualcuno in un ristorante.

[ deftones - passenger feat.maynard james keenan ]

:: t0r3 aprile 05, 2007 10:28 | Permalink | commenti (14)
categoria: